Camminata emozionale per il paese a caccia di storie e memorie in un Museo Diffuso
È l’11 novembre 2024: San Martino, abbiamo realizzato un sogno! Una serata nata in sordina, un passaparola che con un nonsoché di clandestino voleva riunire qualche amico al bar. E allora il Bar Sport di Granarolo riprende vita per una notte, fra i racconti di “Tonino e Falignem”, un bicchiere di bisò e le foto della mai dimenticata “Festa Paesana”, per riavvolgere il nastro e tornare agli anni in cui la piazza per qualche giorno si animava di profumi e di voci.
Un fiume di persone a passeggio per Granarolo. Ascoltare “Carlo dla Bietta” raccontare come ha costruito la macchina castramarroni ed assaggiare le sue caldarroste, scoprire che il Museo della Maddalena non è ancora aperto, detto dalla viva voce del custode che per una notte ha abitato nel laboratorio dove la dipintrice curava i suoi carri. Arrivare nella piazzetta del fabbro passando dalla “via de Pisadù” e concludere con la più bella foto ricordo che sia mai stata fatta! La foto nel “rapetto” di Granarolo!
Grazie a quanti hanno reso possibile questa camminata emozionale: il nostro amico Mario, senza di lui sarebbe stato difficile riuscire a realizzare tutto questo; i musicanti improvvisati Silvia Valtieri, Daniela Peroni e Bruno Orioli; il Maestro Daniele Casadio, fotografo ufficiale; i protagonisti e tutte le persone che partecipando hanno reso la sera di San Martino quello che è stato, la realizzazione di un sogno.
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